La scorsa settimana ci sono stati dei talk-show televisivi assai
interessanti. Comincio a trattarne uno,
‘Piazza Pulita’, quello del 18 maggio.
(pubblicato su blogs.it il 26-05-15, col titolo IL DRAMMA DEI PROFUGHI)
Il quadro delle emigrazioni, via mare o via terra, nonostante le
numerose trasmissioni ad esse dedicate non è ancora ben chiaro. Si capisce la volontà, come al solito, di non
andare oltre le consuete disamine.
Sarebbe troppo rischioso. Una
trasmissione, un giornale svolge una determinata politica editoriale, inutile
negarlo. Si dice soltanto quel che
conviene dire e si tralascia tutto il resto.
Per cercare veramente di comprendere da dove questo fenomeno sociale
origini bisognerebbe andare al punto di partenza, che non è né la Libia né la
Siria. Queste situazioni sono
intervenute dopo, a metà strada. Il
problema vero sono le guerre che l’Occidente – l’Angloamerica in primis – conduce da tempo nel mondo
per l’instaurazione del Britisch-Welt-Reiche. Coll’appoggio delle nazioni europee (leggi
Nato), in funzione coadiuvante ed in posizione subordinata. Da qualche tempo non si parla più di N.G.O., ma è evidente che il progetto va
avanti nella stessa direzione passo per passo.
Anche se un tempo molti si sono illusi che si trattasse d’un vero Nuovo
Ordine Globale. No, si tratta
dell’Impero Britannico Mondiale. Onde,
per un progetto del genere, è chiaro che esistono tutta una serie di step.
La conquista dell’Africa, ovviamente,
rientra in questa road-map. I due
paesi trainanti, a causa del petrolio, erano la Libia e la Nigeria. Quest’ultima sta da tempo sotto la pressione
del Boko Haram, una sezione distaccata di Al-qaida. Mentre in Libia, dove un’analoga pressione
veniva condotta dalla sezione integrante cirenaica di Al-qaida, si è pensato
bene di creare un estremo disordine bombardando a tappeto dapprima la
Tripolitania di Gheddafi; poi lasciando il vuoto di potere da gestire da un
lato agli al-qaidisti, ben presto rinforzati dal nuovo apporto generazionale
dell’Isis, dall’altro ai rivoltosi anti-regime ma senza legami col
terrorismo. Se si fosse lasciato troppo
potere ai terroristi c’era il pericolo della creazione d’un fondamentalismo
islamico eretico sempre più forte, tanto da rendersi indipendente da chi lo
aveva finanziato all’inizio; se, viceversa, si lasciava in mano agli altri la bacchetta del comando
ci si poteva attendere la ripetizione non voluta d’un altro regime dittatoriale
di tipo gheddafiano. La creazione d’un
doppio binario come in Afghanistan, in Iraq, in Siria ed altrove (vedi
anteriormente Corea e Vietnam), secondo la vecchia formula imperiale romana del
divide et impera, garantiva una
situazione di stallo.
Vi è però un principio più generale che
sta alla base della tattica di guerra delle spedizioni Nato, il principio
massonico dell’ORDO AB CHAO. E’ quel che
succede in particolare dalla seconda metà degli Anni ’90 nell’Europa
Orientale. Già il 1989, colla Caduta del
Muro, aveva provocato disordine. Altro
disordine s’era aggiunto colla Guerra del Kuwait nel medesimo anno, avendo essa
provocato un flusso di profughi verso l’Europa.
Il grosso delle emigrazioni era avvenuto però più tardi, in occasione
della Guerra Civile che spappolò in molte parti la ex-Jugoslavia, una nazione
che non a caso assieme all’India aveva brillato fra i paesi non allineati. Colla Guerra del Kosovo contro la Serbia in
appoggio al terrorismo di tipo al-qaidista (fra i musulmani, a combattere,
c’era stato il fratello di Al-Zawairi), s’era data una nuova chance al caos. In parallelo al flusso slavo-albanese verso
l’Italia e l’Europa Occidentale più in generale, vi è stato quello rumeno, la
Romania avendo subito in precedenza un colpo di stato al soldo della Cia, che
la ‘Rai’ scioccamente aveva presentato quale ritorno alla libertà dopo anni di
comunismo.
La vera questione, tuttavia,
qual è? E’ che le guerre e le carestie
economiche non sono fenomeni ineluttabili provocati da chissà chi. Sono degli atti deliberati compiuti dai
dominatori del mondo al danno di quelle nazioni che il piano di conquista mondiale
prevede d’attaccare. Quindi, prima
attraverso delle speculazioni finanziarie che indeboliscono l’attaccamento del
popolo ad un determinato regime governativo e indi colle risoluzioni belliche –
in genere appoggiate acriticamente dalle sedicenti Nazioni Unite – si è cercato
di demolire ogni possibile resistenza allo strapotere Nato. Intanto che la Russia, ormai declassata a
potenza di second’ordine, stava a guardare.
Tutt’al più mercanteggiando qualche invio d’armi a chi ne faceva
richiesta sottobanco. Per la verità, da
quando è scoppiata la Guerra del Donbass, la Russia ha ripreso in mano una sua
strategia ma rimane tuttavia in surplace
per quanto riguarda l’ordine al di fuori dei propri confini culturali.
Si sa d’altronde che il vero potere del
mondo sono le multinazionali a detenerlo, a parte la Regina d’Inghilterra ed i
Rothschild che dettano legge pure a loro tramite la moderna Round Table. In sostanza, si distrugge chi si vuole
distruggere. Se partono flussi migratori
dalle nazioni così vessate vengono gestiti dalle mafie locali, che a loro volta
sono in contatto con altri poteri maggiori in una scala piramidale che
raggiunge i vertici mondiali. Fra i vari
gradini della scala ci sono i molteplici rami dei Servizi Segreti a svolgere compiti
intermediari. Credo che le cose stiano
così a grandi linee, poi è chiaro che tutto non viene a galla e non si può
conoscere i piani occulti in dettaglio.
La II Guerra Libica, mascherata all’interno delle cd. ‘Primavere Arabe’
che facevano esclusivamente da copertura, è stata in realtà una guerra contro
l’Africa intera, contro il diritto dei popoli africani ad
autodeterminarsi.
Ecco perché le carceri libiche sono ora
strapiene di gente disperata di pelle nera in preda a fame e malattia, come si
è visto lunedì scorso nel bel servizio documentaristico di ‘Piazza Pulita’,
mentre da noi intanto si blatera sulla possibilità di sconfiggere la fame
mondiale su base tecnologica (vedi Expo ecc.).
E si pagano, probabilmente, i Black
Bloc (benché non lo si possa affermare con certezza, è evidente dai
risultati ottenuti negli ultimi anni dalle manifestazioni protestatarie che le
cose stiano senz’altro così) per dimostrare al mondo che non c’è rimedio alcuno
allo strapotere dell’unica autorità mondiale: la Nato. Con le varie polizie delle nazioni coinvolte
a far da vigilanza secondaria, pigliando le botte quando occorre, senza
l’opportuna protezione tecnologica.
Tanto, è tutta acqua che finisce al molino dei benpensanti.
I migranti (in questo modo venivano una
volta chiamati gli stormi d’uccelli, ma almeno loro sapevano ove andare), i
quali non hanno neppure la dignità d’esser chiamati emigranti tanto contano
poco, servono a creare disordine e il disordine aiuta chi vorrebbe inasprire
sempre più le leggi nazionali sull’ordine pubblico al fine di creare quella
subordinazione a livello sociale nei confronti dell’autorità che è la vera mira
politica (oltremodo visibile) di questa fantomatica Europa. Al di là degl’interessi finanziari che, come
tutti ammettono, sono l’unica attività seria praticata dai tecnocrati
europeisti. Oltre a distruggere
l’agricoltura locale e far l’interesse delle grandi banche, finora cosa ha
costruito di valido quest’Europa nata sotto l’egida della Nato che quasi tutti
detestano, tranne i politicanti di basso profilo? Si dice che abbia mantenuto stabile la moneta
da parte di alcuni economisti, secondo altri invece proprio l’euro avrebbe
determinato scompensi a livello di prezzi che ha provocato la crisi di molti
commercianti nostrani e della produzione minore locale.
Difficile argomentare in proposito, se
non si è esperti in materia. Sta di fatto che, rimanendo all’emigrazione,
inasprire le leggi crea disaffezione verso lo Stato e il desiderio di evadere
dalla situazione contingente in varie maniere.
Il che risulta valido per quelle finte autorità sovrannazionali, come
l’F.M.I, chiamate a proporre soluzioni economico-finanziarie atte ad alleviare
le crisi. Le soluzioni sono sempre
incatenanti, nel senso che producono effetti di subordinazione via via
maggiori. Un circolo vizioso, insomma,
non c’è speranza. L’unica, ma è troppo
drastica, è che la situazione generale si deteriori a tal punto da giungere ad
una III Guerra Mondiale; che peraltro è già in atto, dal 2001 in poi. E’ la famosa ‘guerra a pezzi’ diagnosticata
dal Papa, senza riferimento internazionale alcuno.
D’altro canto il Vaticano può farlo,
perché ha dalla sua la III Profezia di Fatima, della quale non è ancora stato
divulgato tutto.
IVAN HUD
Primo aggiornamento -
Seppi attraverso Pandora (se non sbaglio) o qualche altra fonte, in seguito a questo scritto, che molti profughi venivano spacciati per siriani, pur non essendolo. Ovviamente per far credere, una volta scoperto che gli oppositori al regime non lo combattevano ma emigravano verso l'Europa, che una massa enorme era costretta a causa del suo leader a lasciare la propria patria.
Rispetto al giugno dello scorso anno, quando quest'articolo fu pubblicato, è di questi giorni la rivelazione del Min.Orlando che fra i profughi si nasconderebbero molti soldati dell'Isis. Ma vi è da chiedersi: allora li lasciamo morire nell'indifferenza generale, cosa che peraltro continua a succedere. Il bombardamento delle postazioni Isis, tanto in Siria da parte della Russia, quanto in Libia da parte americana, è evidente che spinge gli ex-soldati del sedicente Stato Islamico a fuggire clandestinamente, magari per salvare la pelle. Non è detto che questi terroristi-di-ritorno tornino indietro o cerchino rifugio per fare altri attentati. Certo vanno tenuti d'occhio e, possibilmente, fermati. Significative, del resto, le loro minacce nei confronti di Putin. Nessuna, ovviamente, nei confronti di Obama.
Secondo aggiornamento -
Ho ascoltato ieri su Mediterraneo la dichiarazione di un ufficiale della polizia d'uno stato africano di cui non mi sovviene ill nome, dichirazione molto interessante. Ha dichiarato che la collaborazione coi nostri Carabinieri è molto utile per fermare l'emigrazione dalle zone dell'Africa e che la vera causa di questa è l'insicurezza provocata dal terrorismo, per cui l'unica maniera per fermarla è combattere il terrorismo. Quindi se si vuole reagire contro di essa lo si deve fare razionalmente, pretendendo che l'Europa o il proprio Stato combattano per davvero il terrorismo, non facendo solo finta; come abbiamo vista fare, in questi anni, da parte di Francia, Belgio, Usa e Gran Bretagna. Coloro che come i Greci dell'isola di Chios se la prendono con gli emigranti, assomigliano a quegli animali che una volta picchiati se la pigliano impotentemente con il bastone anziché colla mano che lo manovra. Gli emgranti invece sono come delle mandrie di animali che fuggendo il pericolo irrazionalmente spesso finiscono per cadere in un pericolo ancora maggiore.
Secondo aggiornamento -
Ho ascoltato ieri su Mediterraneo la dichiarazione di un ufficiale della polizia d'uno stato africano di cui non mi sovviene ill nome, dichirazione molto interessante. Ha dichiarato che la collaborazione coi nostri Carabinieri è molto utile per fermare l'emigrazione dalle zone dell'Africa e che la vera causa di questa è l'insicurezza provocata dal terrorismo, per cui l'unica maniera per fermarla è combattere il terrorismo. Quindi se si vuole reagire contro di essa lo si deve fare razionalmente, pretendendo che l'Europa o il proprio Stato combattano per davvero il terrorismo, non facendo solo finta; come abbiamo vista fare, in questi anni, da parte di Francia, Belgio, Usa e Gran Bretagna. Coloro che come i Greci dell'isola di Chios se la prendono con gli emigranti, assomigliano a quegli animali che una volta picchiati se la pigliano impotentemente con il bastone anziché colla mano che lo manovra. Gli emgranti invece sono come delle mandrie di animali che fuggendo il pericolo irrazionalmente spesso finiscono per cadere in un pericolo ancora maggiore.
