giovedì 4 agosto 2016

Il dramma degli sbarchi








      La scorsa settimana ci sono stati dei talk-show televisivi assai interessanti.  Comincio a trattarne uno, ‘Piazza Pulita’, quello del 18 maggio.

(pubblicato su blogs.it il 26-05-15, col titolo IL DRAMMA DEI PROFUGHI)


     Il quadro delle emigrazioni, via mare o via terra, nonostante le numerose trasmissioni ad esse dedicate non è ancora ben chiaro.  Si capisce la volontà, come al solito, di non andare oltre le consuete disamine.  Sarebbe troppo rischioso.  Una trasmissione, un giornale svolge una determinata politica editoriale, inutile negarlo.  Si dice soltanto quel che conviene dire e si tralascia tutto il resto.  Per cercare veramente di comprendere da dove questo fenomeno sociale origini bisognerebbe andare al punto di partenza, che non è né la Libia né la Siria.  Queste situazioni sono intervenute dopo, a metà strada.  Il problema vero sono le guerre che l’Occidente – l’Angloamerica in primis – conduce da tempo nel mondo per l’instaurazione del Britisch-Welt-Reiche.  Coll’appoggio delle nazioni europee (leggi Nato), in funzione coadiuvante ed in posizione subordinata.  Da qualche tempo non si parla più di N.G.O., ma è evidente che il progetto va avanti nella stessa direzione passo per passo.  Anche se un tempo molti si sono illusi che si trattasse d’un vero Nuovo Ordine Globale.  No, si tratta dell’Impero Britannico Mondiale.  Onde, per un progetto del genere, è chiaro che esistono tutta una serie di step.

      La conquista dell’Africa, ovviamente, rientra in questa road-map. I due paesi trainanti, a causa del petrolio, erano la Libia e la Nigeria.  Quest’ultima sta da tempo sotto la pressione del Boko Haram, una sezione distaccata di Al-qaida.  Mentre in Libia, dove un’analoga pressione veniva condotta dalla sezione integrante cirenaica di Al-qaida, si è pensato bene di creare un estremo disordine bombardando a tappeto dapprima la Tripolitania di Gheddafi; poi lasciando il vuoto di potere da gestire da un lato agli al-qaidisti, ben presto rinforzati dal nuovo apporto generazionale dell’Isis, dall’altro ai rivoltosi anti-regime ma senza legami col terrorismo.  Se si fosse lasciato troppo potere ai terroristi c’era il pericolo della creazione d’un fondamentalismo islamico eretico sempre più forte, tanto da rendersi indipendente da chi lo aveva finanziato all’inizio; se, viceversa, si lasciava  in mano agli altri la bacchetta del comando ci si poteva attendere la ripetizione non voluta d’un altro regime dittatoriale di tipo gheddafiano.  La creazione d’un doppio binario come in Afghanistan, in Iraq, in Siria ed altrove (vedi anteriormente Corea e Vietnam), secondo la vecchia formula imperiale romana del divide et impera, garantiva una situazione di stallo.

      Vi è però un principio più generale che sta alla base della tattica di guerra delle spedizioni Nato, il principio massonico dell’ORDO AB CHAO.  E’ quel che succede in particolare dalla seconda metà degli Anni ’90 nell’Europa Orientale.  Già il 1989, colla Caduta del Muro, aveva provocato disordine.  Altro disordine s’era aggiunto colla Guerra del Kuwait nel medesimo anno, avendo essa provocato un flusso di profughi verso l’Europa.  Il grosso delle emigrazioni era avvenuto però più tardi, in occasione della Guerra Civile che spappolò in molte parti la ex-Jugoslavia, una nazione che non a caso assieme all’India aveva brillato fra i paesi non allineati.  Colla Guerra del Kosovo contro la Serbia in appoggio al terrorismo di tipo al-qaidista (fra i musulmani, a combattere, c’era stato il fratello di Al-Zawairi), s’era data una nuova chance al caos.  In parallelo al flusso slavo-albanese verso l’Italia e l’Europa Occidentale più in generale, vi è stato quello rumeno, la Romania avendo subito in precedenza un colpo di stato al soldo della Cia, che la ‘Rai’ scioccamente aveva presentato quale ritorno alla libertà dopo anni di comunismo.

      La vera questione, tuttavia, qual è?  E’ che le guerre e le carestie economiche non sono fenomeni ineluttabili provocati da chissà chi.  Sono degli atti deliberati compiuti dai dominatori del mondo al danno di quelle nazioni che il piano di conquista mondiale prevede d’attaccare.  Quindi, prima attraverso delle speculazioni finanziarie che indeboliscono l’attaccamento del popolo ad un determinato regime governativo e indi colle risoluzioni belliche – in genere appoggiate acriticamente dalle sedicenti Nazioni Unite – si è cercato di demolire ogni possibile resistenza allo strapotere Nato.  Intanto che la Russia, ormai declassata a potenza di second’ordine, stava a guardare.  Tutt’al più mercanteggiando qualche invio d’armi a chi ne faceva richiesta sottobanco.  Per la verità, da quando è scoppiata la Guerra del Donbass, la Russia ha ripreso in mano una sua strategia ma rimane tuttavia in surplace per quanto riguarda l’ordine al di fuori dei propri confini culturali. 

      Si sa d’altronde che il vero potere del mondo sono le multinazionali a detenerlo, a parte la Regina d’Inghilterra ed i Rothschild che dettano legge pure a loro tramite la moderna Round Table.  In sostanza, si distrugge chi si vuole distruggere.  Se partono flussi migratori dalle nazioni così vessate vengono gestiti dalle mafie locali, che a loro volta sono in contatto con altri poteri maggiori in una scala piramidale che raggiunge i vertici mondiali.  Fra i vari gradini della scala ci sono i molteplici rami dei Servizi Segreti a svolgere compiti intermediari.  Credo che le cose stiano così a grandi linee, poi è chiaro che tutto non viene a galla e non si può conoscere i piani occulti in dettaglio.  La II Guerra Libica, mascherata all’interno delle cd. ‘Primavere Arabe’ che facevano esclusivamente da copertura, è stata in realtà una guerra contro l’Africa intera, contro il diritto dei popoli africani ad autodeterminarsi. 

      Ecco perché le carceri libiche sono ora strapiene di gente disperata di pelle nera in preda a fame e malattia, come si è visto lunedì scorso nel bel servizio documentaristico di ‘Piazza Pulita’, mentre da noi intanto si blatera sulla possibilità di sconfiggere la fame mondiale su base tecnologica (vedi Expo ecc.).  E si pagano, probabilmente, i Black Bloc (benché non lo si possa affermare con certezza, è evidente dai risultati ottenuti negli ultimi anni dalle manifestazioni protestatarie che le cose stiano senz’altro così) per dimostrare al mondo che non c’è rimedio alcuno allo strapotere dell’unica autorità mondiale: la Nato.  Con le varie polizie delle nazioni coinvolte a far da vigilanza secondaria, pigliando le botte quando occorre, senza l’opportuna protezione tecnologica.  Tanto, è tutta acqua che finisce al molino dei benpensanti.

      I migranti (in questo modo venivano una volta chiamati gli stormi d’uccelli, ma almeno loro sapevano ove andare), i quali non hanno neppure la dignità d’esser chiamati emigranti tanto contano poco, servono a creare disordine e il disordine aiuta chi vorrebbe inasprire sempre più le leggi nazionali sull’ordine pubblico al fine di creare quella subordinazione a livello sociale nei confronti dell’autorità che è la vera mira politica (oltremodo visibile) di questa fantomatica Europa.  Al di là degl’interessi finanziari che, come tutti ammettono, sono l’unica attività seria praticata dai tecnocrati europeisti.  Oltre a distruggere l’agricoltura locale e far l’interesse delle grandi banche, finora cosa ha costruito di valido quest’Europa nata sotto l’egida della Nato che quasi tutti detestano, tranne i politicanti di basso profilo?  Si dice che abbia mantenuto stabile la moneta da parte di alcuni economisti, secondo altri invece proprio l’euro avrebbe determinato scompensi a livello di prezzi che ha provocato la crisi di molti commercianti nostrani e della produzione minore locale.

      Difficile argomentare in proposito, se non si è esperti in materia. Sta di fatto che, rimanendo all’emigrazione, inasprire le leggi crea disaffezione verso lo Stato e il desiderio di evadere dalla situazione contingente in varie maniere.  Il che risulta valido per quelle finte autorità sovrannazionali, come l’F.M.I, chiamate a proporre soluzioni economico-finanziarie atte ad alleviare le crisi.  Le soluzioni sono sempre incatenanti, nel senso che producono effetti di subordinazione via via maggiori.  Un circolo vizioso, insomma, non c’è speranza.  L’unica, ma è troppo drastica, è che la situazione generale si deteriori a tal punto da giungere ad una III Guerra Mondiale; che peraltro è già in atto, dal 2001 in poi.  E’ la famosa ‘guerra a pezzi’ diagnosticata dal Papa, senza riferimento internazionale alcuno. 

      D’altro canto il Vaticano può farlo, perché ha dalla sua la III Profezia di Fatima, della quale non è ancora stato divulgato tutto.

                                                                                   IVAN HUD




Primo aggiornamento -

       Seppi attraverso Pandora (se non sbaglio) o qualche altra fonte, in seguito a questo scritto, che molti profughi venivano spacciati per siriani, pur non essendolo.  Ovviamente per far credere, una volta scoperto che gli oppositori al regime non lo combattevano ma emigravano verso l'Europa, che una massa enorme era costretta a causa del suo leader a lasciare la propria patria. 
       Rispetto al giugno dello scorso anno, quando quest'articolo fu pubblicato, è di questi giorni la rivelazione del Min.Orlando che fra i profughi si nasconderebbero molti soldati dell'Isis.  Ma vi è da chiedersi: allora li lasciamo morire nell'indifferenza generale, cosa che peraltro continua a succedere.  Il bombardamento delle postazioni Isis, tanto in Siria da parte della Russia, quanto in Libia da parte americana, è evidente che spinge gli ex-soldati del sedicente Stato Islamico a fuggire clandestinamente, magari per salvare la pelle.  Non è detto che questi terroristi-di-ritorno tornino indietro o cerchino rifugio per fare altri attentati.  Certo vanno tenuti d'occhio e, possibilmente, fermati.  Significative, del resto, le loro minacce nei confronti di Putin.  Nessuna, ovviamente, nei confronti di Obama.



Secondo aggiornamento -

       Ho ascoltato ieri su Mediterraneo la dichiarazione di un ufficiale della polizia d'uno stato africano di cui non mi sovviene ill nome, dichirazione molto interessante.  Ha dichiarato che la collaborazione coi nostri Carabinieri è molto utile per fermare l'emigrazione dalle zone dell'Africa e che la vera causa di questa è l'insicurezza provocata dal terrorismo, per cui l'unica maniera per fermarla è combattere il terrorismo.  Quindi se si vuole reagire contro di essa lo si deve fare razionalmente, pretendendo che l'Europa o il proprio Stato combattano per davvero il terrorismo, non facendo solo finta; come abbiamo vista fare, in questi anni, da parte di Francia, Belgio, Usa e Gran Bretagna.  Coloro che come i Greci dell'isola di Chios se la prendono con gli emigranti, assomigliano a quegli animali che una volta picchiati se la pigliano impotentemente con il bastone anziché colla mano che lo manovra.  Gli emgranti invece sono come delle mandrie di animali che fuggendo il pericolo irrazionalmente spesso finiscono per cadere in un pericolo ancora maggiore.

venerdì 15 luglio 2016

Oltre Orwell

http://ivanhud.blogspot.it/2017/04/germanwings-la-pazzia-in-volo-ovvero-il.html


N.B-  Questo unicorno azzurro caratterizzerà d'ora in poi tutti i nuovi articoli, non quelli vecchi, riciclati da blogs.it o da Italy Inymedia (vecchia versione) magari con aggiornamenti ed emblematizzati dall'unicorno blu.


       Da tempo si afferma da più parti che il Nuovo Ordine Mondiale odierno sia ispirato al Nineteen and Fourty-Four orwelliano, ma adesso siamo andati oltre quest'istanza.  Ciò che sta avvenendo ha superato ogni limite razionale, oltreché di decenza.

       Giovedì 14 luglio, alla festa nazionale francese della Presa della Bastiglia, sono accaduti due fatti estremamente incresciosi: lo sconvolgimento d'una corsa istituzionalizzata quale la Grande Boucle, da un lato, e lo strano Attentato di Nizza.  Forse a qualcuno parrà strano ed assurdo avvicinarli, eppure mi sbaglierò ma sento che qualcosa li accomuna.

  Per quel che concerne il primo, il giorno stesso dell'avvenimento avevo pensato esclusivamente alla solita disorganizzazione vista anche all'ultimo Giro d'Italia (paragonando Froome a Kruuswijk), ma poi ho ipotizzato la presenza di scommesse più o meno clandestine.  Pur non escludendole, dato che spesso certi avvenimenti fuori dell'ordinario paiono servire a vari scopi, sono più propenso oggi a pensare che se vi è stata gente pagata a provocare l'incidente di corsa (si è visto chiaramente che una parte del pubblico ostruiva in quel tratto la gara) potrebbe averlo fatto anche per altri motivi.  La coincidenza colla festa nazionale rendeva la giornata adatta a chi voleva creare tensione in Francia.  Link:



Da questo video si nota chiaramente, al minuto 7'09'', che qualcuno chiede ad un altro: -This the thickest crowd you've seen in a while?-  E' ovvio che la gente stia a quel modo poiché, purtroppo, è abituata a far così da tempo, ma di solito non intralcia la corsa fino a fermarla.  Che io ricordi ciò è avvenuto solo in un caso e per giunta al Giro, non al Tour.  Si persero pochi secondi, sempre qualcosa però.  Al minuto 7'45" si vede che la folla comincia a restringersi, a 7'55'' avviene l'impatto, ma non è chiaro chi lo ha provocato.  Al minuto 8'30'' da un fermo-immagine si osserva Froome accasciato di traverso sotto la bicicletta rossa, che tuttavia non è la sua e neanche di Porte, il primo a scontrarsi colla moto; è quella del terzo corridore, dell'olandese Mollima, che precipita addosso alla maglia gialla.  Per questo la bici di Mollima rimane intatta, a differenza della bici di Froome.


In questo secondo video al minuto 1'40 Froome è costretto ad abbandonare la bicicletta fornita dall'assistenza, che come accaddde a Kruuswijk  al solito serve a poco.

Non sono riuscito a trovare qualcosa che giustifichi la mia ipotesi, sinceramente parlando, forse perché si tratta di un'ipotesi sbagliata (non ho problemi a dirlo, succede a volte) oppure per il fatto che l'intervento esterno è stato talmente ben riuscito che la moto sul davanti non è riuscita a filmare niente e quella retrostante ha avuto il campo coperto dall'incidente.  In un video francese si sente tuttavia che la moto è rimasta bloccata (fr. bloquer = 'bloccare), ma non si capisce bene se sia stata bloccata da alcuni spettatori oppure si sia bloccata in quanto si è fermata all'improvviso (fr. s'arreter court = fermarsi di botto).  Per la verità le due cose, in sostanza, determinano un risultato analogo.  Il problema è se si sia trattato di semplice imprudenza o voglia di partecipazione diretta all'evento, poco probabile, oppure di qualcos'altro che non sappiamo.  Personalmente propendo per la seconda ipotesi.
 
       Nonostante le minacce terroristiche gli Europei se l'erano cavata liscia, a parte l'inneggiare all'Isil da parte degli Hooligan britannici; poi tutte le colpe erano state attribuite ai tifosi russi, che oltre ad averle prese da altri tifosi sono stati accusati a bella posta di aver fomentato i disordini.  Link:

 http://ivanhudoggisport.blogspot.it/2016/06/glincidenti-agli-europei-2016-vengono.html


Che il 14 luglio il terrorismo fosse in azione lo hanno dimostrato i fatti di Nizza, perché non pensare allora che anche il Tour ne sia stato vittima?

 

       Vediamo di ricostruire i fatti di Nizza.  Quello che raccontano i tg mainstream è che un camionista con un camion bianco, un tunisino trentunenne con problemi familiari, avrebbe investito volutamente la folla guidando a zigzag per uccidere il più persone possibile.  Un po' come è avvenuto negli Attentati di Parigi, unicamente il mezzo è cambiato.  Ma ci si chiede da più parti (ad es. il tg-Sky) come abbia potuto un camionista agire così impunemente, senza controlli, nella zona del lungomare - Promenade des Anglais - dove il passaggio dei camion è vietato.  Evidentemente, aggiungo da parte mia, c'è stata la solita collaborazione indiretta di quel laisser faire caratterizzante ormai quasi sempre questo genere d'attentati...

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Sangue-sul-14-luglio-camion-lanciato-sulla-folla-a-Nizza-almeno-73-morti-fc3b209e-df97-4a9d-a0f6-8964ffe49c8b.html?refresh_ce 

       A meno che si tratti del gesto d'uno squilibrato, ma poi l'attentato è stato rivendicato dall'Isil.  E se anche si sia trattato come pare d'un "cane sciolto senza collare", tanto per citare Bernanos, è evidente che la matrice Isil può egualmente essergli appioppata, dato che tale organizzazione aveva spinto la gente di ceppo arabico (volgarmente i "musulmani") a compiere gesti del genere con qualsiasi mezzo.  Fosse stata pure l'auto.  Quindi una persona con dei problemi d'integrazione culturale in una comunità quale quella italo-francese del Nizzardo, anche se in possesso d'un posto di lavoro ma con questioni familiari di varia natura irrisolte, può benissimo aver compiuto un gesto criminale simile.  Che non è dissimile, in fondo, da quello del pilota tedesco per certi versi.  In più, tuttavia, c'è il fatto che non si è avuto a che fare con un disturbato mentale, bensì con una persona a disagio sociale.  Molto significativo in tal senso è la testimonianza mostrata a Sky d'un signore del luogo, d'origine italiana, che asserisce di aver visto il camion bianco fermarsi al semaforo rosso e poi proseguire normalmente il  suo traagitto, pur destando il sospetto che qualcosa vi fosse di strano, essendo il lungomare quel giorno riservato ai soli pedoni.  Dunque, il soggetto, era in pieno possesso delle sue facoltà mentali.  Almeno, sul piano del comportamento esteriore; poi, è evidente che per compiere quel gesto criminale di lì a poco era interiormente del tutto alterato. 

       Un marocchino italiano, ho ascoltato colle mie orecchie, al riguardo ha dichiarato: "L'Islam adesso è forte...."  Così interpretano irrealisticamente certi sprovveduti gli avvenimenti di questo tipo: 84 morti, un centinaio di feriti, parecchie persone (fra le quali donne e bambini) ancora sotto shock per il loro brutale coinvolgimento in un omicidio di massa irragionevole.  Di nuovo vorrei citare un'altra intervista ascoltta a Sky, questa volta di un imam.  Molto intelligentemente l'uomo rilevava che il radicalismo è presente in tutte le religioni, ma in questo momento particolarmente nell'Islam.  Perciò è opportuno che i teologi islamici (in mancanza d'una chiesa che unifichi i credenti, N.d.A.) forniscano nuove direttive ai muslim che li aiuti ad integrarsi nei paesi nei quali vivono.  Non è più possibile vivere in Francia, o altrove in Europa, con una mentalità islamica di tipo afghano, arabo ecc.  Il tentativo d'integrazione insomma deve avvenire quindi non solamente passivamente da parte del paese ospitante, ma anche attivamente da parte della comunità musulmana.  Con buona pace del Dalai Lama, che ha criticato il Papa per il Suo intervento a favore dei profughi, preconizzando un'Europa islamizzata.  Ma che facesse i fatti suoi!  Forse non ricorda che i tibetani sono stati accolti in India, paese abitato da milioni di musulmani?

                                                        Ivan Hud 





P.S.-1  Riguardo il preteso squilibrato della Germanwings è venuta fuori, a distanza, la verità; cioè che non c'era stato alcun squilibrato a volare, ma semplicemente era andato nella cabina di guida del velivolo fumo di condensazione dovuto alle scie chimiche e che due Mirage erano stati costretti perciò ad abbatterlo, come da prassi dopo aver visto probabilmente che la cabina di comando non rispondeva ai contatti.  Evidente quindi che la ricostruzione postuma ufficiale è falsa, creata giusto per non svelare al grande pubblico che il dramma delle scie chimiche è effettivo e che la gente presente sull'aereo della Lufthansa è stata sacrificata se ne deve dedurre da tutto ciò per il <bene comune>.  Vedi link finale di quest'articolo:
P.S.-2  Circa il camion di Nizza, è stato scoperto che il camion in realtà non c'era, ma si trattava di computer graphica, come per le Torri Gemelle di N.York.  Ecco il link apposito:
 



 

sabato 25 giugno 2016

La Terza Guerra Mondiale in un romanzo underground degli Anni Settanta








      Questa è la riedizione d’un articolo scritto quasi 14 anni fa e postato per la prima volta su Ind.It.

 http://www.italy.indymedia.org/news/2003/02/177300.php 

venerdì 14-02-03, a firma C.O.T.L. (o forse M.A.G.A.) e poi ripresentato su blogs.it il 27-10-11, dopo quello che è capitato a Roma sabato 15 ottobre 2011, risultando allora assai utile rileggere tal pezzo, con riferimento particolare agli Anarchici.  A dire il vero, avevo già segnalato il libro  all’indomani del 9/11 in un commento, senza capirne io stesso però tutta la portata.  Dietro la fantasia dell’autore si poteva intravedere fin da quel momento, ed ancor più oggi, un preciso aggancio colla realtà.  È possibile infatti che l’omicidio di John Kennedy sia stato attuato, oltreché per le ragioni già note, per il fatto che costui poteva essere di ostacolo all’attuazione di un folle progetto da parte di una confraternita pseudo-massonica: la preparazione della III Guerra Mondiale.  Nel romanzo c'era già tutto, dall'utilizzo degli Anarchici al riciclaggio dei nazisti; persino Genova..., naturalmente sotto altra veste, per cosí dire romanzesca.  Ma la paura del bombardamento nucleare è tornato proprio in queste settimane, persino piú forte di allora.

  


      Nel 1975 usciva un celebre romanzo psichedelico, la ‘Trilogia degli Illuminati’, di R.Shea & R.A. Wilson; segnalatomi dopo l’11-9 dall'amico Dvarapala, valente studioso di 'Storia delle Religioni'.




      La vicenda s’ambienta in un’isola latino-americana (Fernando Poo), dove appare la minaccia di una guerra nucleare, cosa che rammenta da vicino la crisi di Cuba del '62 ed il confronto russo-americano.  Un giorno l’isp.Goodman viene informato di soprassalto che è avvenuto un attentato nel centro di N.York.  Si faccia bene attenzione alla parola ‘centro’, ricordando il Wtc.  Orbene, il fatto doloso accade presso un giornale sinistrorso chiamato ‘Confrontation’.  Joe Malik, il direttore, è frattanto sparito; forse per rapimento o perché ha scelto la clandestinità.  Malik voleva far riaprire i casi inquietanti di M.L. King e dei fratelli Kennedy.  L’ispettore e l’assistente rinvengono nella sede del giornale dei memorandum di Joe riferentisi ad un movimento del Settecento, gl’Illuminati di Weishaupt.



      Gl’Illuminati sono massoni del 32°.  Occorrerebbe aggiungere ‘deviati’, ma il romanzo non fa cenno a questo particolare, essendo uno dei due autori stessi (il Wilson) un discepolo del principe ebreo-tedesco.  Accenna però al fatto che secondo alcuni storici Adam Weishaupt una volta esiliato dalla Baviera avrebbe addirittura assassinato Gorge Washington, pigliandone il posto.  Sia vera o meno questa leggenda, sta di fatto che tutti i presidenti americani fin da T.Jefferson sono stati dei seguaci di tale confraternita.  Ed ogni altro potere è finito a poco a poco nelle mani di costoro.  Non solo in America, anche in molte altre parti del mondo.  Tanto che ormai essi controllano la sorte dell’intero globo.

      Weishaupt si era dedicato allo studio degli effetti delle droghe, peculiarmente della canapa; e aveva scoperto come Hassan i Sabbah, fondatore degli Hashishim, facesse loro impiegare l’hashish per stimolare il coraggio in battaglia.  Si sa che l’impiego degli stupefacenti è in voga ancor oggi negli ambienti militari.  Questo è uno dei motivi, oltre ai lauti guadagni e alla pratica del controllo mentale, per cui vi è necessità da parte delle grandi potenze di padroneggiare il mercato della droga.  Non a caso, i due investigatori del romanzo arrivano a comprendere che gl’Illuminati reclutano la loro manovalanza tramite l’impiego della marijuana ovvero mediante apposite coperture. 


      In opposizione al suddetto sodalizio ne esiste un altro, i Discordiani, appartenenti alla Ldd (la Legione della Discordia Dinamica).  Da un aureo sommergibile della flotta discordiana il FUCKUP, un gigantesco elaboratore, capta un giorno attraverso le vibrazioni cosmiche una terribile profezia: la Terza Guerra Mondiale è alle porte.



      Un giornalista di nome George, che lavora per conto di ‘Confrontation’, scopre nel frattempo la sede del ‘Lampo di Dio’, organizzazione terroristica a sfondo reazionario  che potrebbe essere responsabile degli assassini di King e dei Kennedy.  Il giornalista  viene arrestato con la scusa della detenzione di droga.  Tuttavia Mavis una donna molto sexy riesce a liberarlo, salvandolo da morte sicura.  Colla propria auto lo conduce nel Golfo del Messico, dove una nave discordiana, avente per emblema una Mela d’Oro e accompagnata da un Delfino Parlante, salpa verso le rovine di Atlantide; è alla ricerca d’una Piramide Bianca, con un Grande Occhio disegnato sulla cima.  Gli Illuminati avrebbero voluto saccheggiare quel tempio atlantideo e sottrarne l’oro di cui era ripieno per finanziare le loro cospirazioni, ma i Discordiani sono arrivati colà per primi.

      Attraverso delle letture, l'isp.Goodman riesce intanto a comprendere che la banconota stataunitense fa sfoggio della Piramide coll'Occhio quale simbolo degl'Illuminati; e che costoro, o meglio le logge massoniche francesi ad essi legate (del Grande Oriente di Francia), hanno preparato la Rivoluzione Francese.  Da notare che al tempo della pubblicazione del romanzo pochi sapevano di queste cose, divenute alla portata di tutti per mezzo del web soltanto all’inizio del XXI sec.  Viene inoltre a scoprire alcune delle molte diramazioni nelle quali essi si sono dispersi per far sparire le proprie tracce: i Templari, gli Ismailiti, i Gesuiti, gli Anziani di Sion (Sionisti), i Thug indiani, l’Associazione Anarchica, la Mafia ecc.  In tal modo arguisce che gli Illuminati costituiscono una costante cospirazione, su base finanziaria, massonico-ebraico-catto-anarco-fascio-socialista.  Tutt’insieme.  Codeste innumerevoli maschere sono usate per incolpare altri dei loro malaffari.  Ma un celebre gangster, Dillinger (sopravvissuto agli Anni Trenta all’insaputa generale), allestisce una banda contro di loro, i Jam.

      Alla convention del P.D. di Chicago molta gente viene coinvolta involontariamente nei disordini di piazza, dato che le istituzioni sono complici colla setta. ( Pensare a quel che è successo a Roma, di recente, ed a certi sorrisi sotto i baffi degli Sgommati parlando dei militareschi Black Bloc… )  Goodman e il suo assistente, con l’ausilio d’un docente di teologia fratello di quest’ultimo, riescono però a intravedere da lontano lo scopo finale di tutte le macchinazioni.  A questo punto gli Illuminati, per paura che si scopra il loro grande inganno, riescono a catturare di nascosto l’ispettore e colle loro tecniche di mind-control altamente sofisticate fanno sì che egli quasi perda il senso della propria identità.
      George di seguito entra nel Movimento Discordiano, ove conosce un’altra donna molto attraente, Stella, e dimentica la prima.  Dopodiché viene a conoscenza d’un banchiere senza scrupoli, il Drake, socio degli Illuminati ed allievo di Jung.  Ecco allora che giunge voce dell’allestimento d’un maxi-concerto a Ingolstadt, una specie di Woodstock europea, ove giungeranno ragazzi e ragazze da tutto il mondo.  Fatto sta che i Discordiani, che tutti credevano dipendere da un potere ed una cultura alternativi, rivelano alla fine il loro vero volto.  Sono degli anarco-capitalisti travestiti.  Com'è facile capire.
        Joe, l’editore di Sinistra unitosi anche lui ai Discordiani, è messo in crisi da tale spiacevole scoperta.  Si delinea pure la  vigliacca ma furbesca strategia degli Illuminati: l’isola di Fernando Poo era stata solo una scusa onde inasprire la tensione fra le parti.  Ora una serie d’attentati, a partire da quello di N.York, dovrebbe creare un’atmosfera di panico fra la popolazione.  Gli Stati Uniti sono la nazione fondamentale su cui verte l’equilibrio internazionale.  Simultaneamente un’epidemia di Carbonchio-lebbra Pi, ideata da uno scienziato pazzoide, fa crescere l’astio fra le superpotenze.  Ora, il concerto rock di Woodstock-Europa costituirà il momento clou in cui gl’Illuminati condurranno a termine il loro progetto insensato, d’origine millenaristica.  A Ingolstadst parteciperanno naturalmente gli A.M.A., ovvero il gruppo musicale più alla moda, legato guardacaso alla setta.

      Il luogo è stato scelto appositamente affinché le vibrazioni prodotte dalla loro musica riportino in vita i membri d’un battaglione di SS sprofondato in un lago nei pressi.  Al momento della caduta del Terzo Reich, l’ultimo squadrone del corpo speciale era stato avvelenato per ordine del Führer, che lavorava nondimeno per conto dell’Ordo Illuminatorum bavarese, e poi gettato ancora armato di tutto punto nelle profonde acque del Lago Totenkopf.  I militi sono stati preservati mediante un campo protettivo bio-mistico.  Questi nazi risorti, in tale palingenesi bio-mistica, saranno estremamente grintosi.  Dopo aver annientato i giovani convenuti sulla riva del lago per l’appuntamento musicale, nutrendosi delle energie psichiche sprigionate dai corpi morenti, diverranno invincibili e scateneranno l’Eschaton.  Ecco il vero obiettivo che gl’Illuminati vogliono ottenere per mezzo della III Guerra Mondiale.  Per la specie umana sarà la fine.

      Soltanto i Discordiani potrebbero fermarli?  Ma cosa andranno a fare ad Ingolstadt?  Da quanto si è visto, non pare che essi vogliano mettersi contro gl’Illuminati realmente.  Non è lecito conoscere l’esito finale, dato che la Terza Guerra Mondiale è appena cominciata.  Solo in ultimo sapremo come è andata a finire.

                                                                                     IVAN HUD


N.B.-  1)  Chi volesse leggere l’intero romanzo, in traduz. (3voll., 2001), telefoni alla ‘Shake’ di Milano.  Tel: 02-58317306 oppure via e-mail: www.shake it ( info@shake.it ).
2)  Preciso che non ho interessi editoriali in merito e che il mio invito d inviarmi gli altri 2 volumi è stato chissà perché eluso.