N.B- Questo unicorno azzurro caratterizzerà d'ora in poi tutti i nuovi articoli, non quelli vecchi, riciclati da blogs.it o da Italy Inymedia (vecchia versione) magari con aggiornamenti ed emblematizzati dall'unicorno blu.
Da tempo si afferma da più parti che il Nuovo Ordine Mondiale odierno sia ispirato al Nineteen and Fourty-Four orwelliano, ma adesso siamo andati oltre quest'istanza. Ciò che sta avvenendo ha superato ogni limite razionale, oltreché di decenza.
Giovedì 14 luglio, alla festa nazionale francese della Presa della Bastiglia, sono accaduti due fatti estremamente incresciosi: lo sconvolgimento d'una corsa istituzionalizzata quale la Grande Boucle, da un lato, e lo strano Attentato di Nizza. Forse a qualcuno parrà strano ed assurdo avvicinarli, eppure mi sbaglierò ma sento che qualcosa li accomuna.
Per quel che concerne il primo, il giorno stesso dell'avvenimento avevo pensato esclusivamente alla solita disorganizzazione vista anche all'ultimo Giro d'Italia (paragonando Froome a Kruuswijk), ma poi ho ipotizzato la presenza di scommesse più o meno clandestine. Pur non escludendole, dato che spesso certi avvenimenti fuori dell'ordinario paiono servire a vari scopi, sono più propenso oggi a pensare che se vi è stata gente pagata a provocare l'incidente di corsa (si è visto chiaramente che una parte del pubblico ostruiva in quel tratto la gara) potrebbe averlo fatto anche per altri motivi. La coincidenza colla festa nazionale rendeva la giornata adatta a chi voleva creare tensione in Francia. Link:
Per quel che concerne il primo, il giorno stesso dell'avvenimento avevo pensato esclusivamente alla solita disorganizzazione vista anche all'ultimo Giro d'Italia (paragonando Froome a Kruuswijk), ma poi ho ipotizzato la presenza di scommesse più o meno clandestine. Pur non escludendole, dato che spesso certi avvenimenti fuori dell'ordinario paiono servire a vari scopi, sono più propenso oggi a pensare che se vi è stata gente pagata a provocare l'incidente di corsa (si è visto chiaramente che una parte del pubblico ostruiva in quel tratto la gara) potrebbe averlo fatto anche per altri motivi. La coincidenza colla festa nazionale rendeva la giornata adatta a chi voleva creare tensione in Francia. Link:
Da questo video si nota chiaramente, al minuto 7'09'', che qualcuno chiede ad un altro: -This the thickest crowd you've seen in a while?- E' ovvio che la gente stia a quel modo poiché, purtroppo, è abituata a far così da tempo, ma di solito non intralcia la corsa fino a fermarla. Che io ricordi ciò è avvenuto solo in un caso e per giunta al Giro, non al Tour. Si persero pochi secondi, sempre qualcosa però. Al minuto 7'45" si vede che la folla comincia a restringersi, a 7'55'' avviene l'impatto, ma non è chiaro chi lo ha provocato. Al minuto 8'30'' da un fermo-immagine si osserva Froome accasciato di traverso sotto la bicicletta rossa, che tuttavia non è la sua e neanche di Porte, il primo a scontrarsi colla moto; è quella del terzo corridore, dell'olandese Mollima, che precipita addosso alla maglia gialla. Per questo la bici di Mollima rimane intatta, a differenza della bici di Froome.
In questo secondo video al minuto 1'40 Froome è costretto ad abbandonare la bicicletta fornita dall'assistenza, che come accaddde a Kruuswijk al solito serve a poco.
Non sono riuscito a trovare qualcosa che giustifichi la mia ipotesi, sinceramente parlando, forse perché si tratta di un'ipotesi sbagliata (non ho problemi a dirlo, succede a volte) oppure per il fatto che l'intervento esterno è stato talmente ben riuscito che la moto sul davanti non è riuscita a filmare niente e quella retrostante ha avuto il campo coperto dall'incidente. In un video francese si sente tuttavia che la moto è rimasta bloccata (fr. bloquer = 'bloccare), ma non si capisce bene se sia stata bloccata da alcuni spettatori oppure si sia bloccata in quanto si è fermata all'improvviso (fr. s'arreter court = fermarsi di botto). Per la verità le due cose, in sostanza, determinano un risultato analogo. Il problema è se si sia trattato di semplice imprudenza o voglia di partecipazione diretta all'evento, poco probabile, oppure di qualcos'altro che non sappiamo. Personalmente propendo per la seconda ipotesi.
Nonostante le minacce terroristiche gli Europei se l'erano cavata liscia, a parte l'inneggiare all'Isil da parte degli Hooligan britannici; poi tutte le colpe erano state attribuite ai tifosi russi, che oltre ad averle prese da altri tifosi sono stati accusati a bella posta di aver fomentato i disordini. Link:
http://ivanhudoggisport.blogspot.it/2016/06/glincidenti-agli-europei-2016-vengono.html
Che il 14 luglio il terrorismo fosse in azione lo hanno dimostrato i fatti di Nizza, perché non pensare allora che anche il Tour ne sia stato vittima?
Vediamo di ricostruire i fatti di Nizza. Quello che raccontano i tg mainstream è che un camionista con un camion bianco, un tunisino trentunenne con problemi familiari, avrebbe investito volutamente la folla guidando a zigzag per uccidere il più persone possibile. Un po' come è avvenuto negli Attentati di Parigi, unicamente il mezzo è cambiato. Ma ci si chiede da più parti (ad es. il tg-Sky) come abbia potuto un camionista agire così impunemente, senza controlli, nella zona del lungomare - Promenade des Anglais - dove il passaggio dei camion è vietato. Evidentemente, aggiungo da parte mia, c'è stata la solita collaborazione indiretta di quel laisser faire caratterizzante ormai quasi sempre questo genere d'attentati...
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Sangue-sul-14-luglio-camion-lanciato-sulla-folla-a-Nizza-almeno-73-morti-fc3b209e-df97-4a9d-a0f6-8964ffe49c8b.html?refresh_ce
A meno che si tratti del gesto d'uno squilibrato, ma poi l'attentato è stato rivendicato dall'Isil. E se anche si sia trattato come pare d'un "cane sciolto senza collare", tanto per citare Bernanos, è evidente che la matrice Isil può egualmente essergli appioppata, dato che tale organizzazione aveva spinto la gente di ceppo arabico (volgarmente i "musulmani") a compiere gesti del genere con qualsiasi mezzo. Fosse stata pure l'auto. Quindi una persona con dei problemi d'integrazione culturale in una comunità quale quella italo-francese del Nizzardo, anche se in possesso d'un posto di lavoro ma con questioni familiari di varia natura irrisolte, può benissimo aver compiuto un gesto criminale simile. Che non è dissimile, in fondo, da quello del pilota tedesco per certi versi. In più, tuttavia, c'è il fatto che non si è avuto a che fare con un disturbato mentale, bensì con una persona a disagio sociale. Molto significativo in tal senso è la testimonianza mostrata a Sky d'un signore del luogo, d'origine italiana, che asserisce di aver visto il camion bianco fermarsi al semaforo rosso e poi proseguire normalmente il suo traagitto, pur destando il sospetto che qualcosa vi fosse di strano, essendo il lungomare quel giorno riservato ai soli pedoni. Dunque, il soggetto, era in pieno possesso delle sue facoltà mentali. Almeno, sul piano del comportamento esteriore; poi, è evidente che per compiere quel gesto criminale di lì a poco era interiormente del tutto alterato.
Un marocchino italiano, ho ascoltato colle mie orecchie, al riguardo ha dichiarato: "L'Islam adesso è forte...." Così interpretano irrealisticamente certi sprovveduti gli avvenimenti di questo tipo: 84 morti, un centinaio di feriti, parecchie persone (fra le quali donne e bambini) ancora sotto shock per il loro brutale coinvolgimento in un omicidio di massa irragionevole. Di nuovo vorrei citare un'altra intervista ascoltta a Sky, questa volta di un imam. Molto intelligentemente l'uomo rilevava che il radicalismo è presente in tutte le religioni, ma in questo momento particolarmente nell'Islam. Perciò è opportuno che i teologi islamici (in mancanza d'una chiesa che unifichi i credenti, N.d.A.) forniscano nuove direttive ai muslim che li aiuti ad integrarsi nei paesi nei quali vivono. Non è più possibile vivere in Francia, o altrove in Europa, con una mentalità islamica di tipo afghano, arabo ecc. Il tentativo d'integrazione insomma deve avvenire quindi non solamente passivamente da parte del paese ospitante, ma anche attivamente da parte della comunità musulmana. Con buona pace del Dalai Lama, che ha criticato il Papa per il Suo intervento a favore dei profughi, preconizzando un'Europa islamizzata. Ma che facesse i fatti suoi! Forse non ricorda che i tibetani sono stati accolti in India, paese abitato da milioni di musulmani?
Ivan Hud
Vediamo di ricostruire i fatti di Nizza. Quello che raccontano i tg mainstream è che un camionista con un camion bianco, un tunisino trentunenne con problemi familiari, avrebbe investito volutamente la folla guidando a zigzag per uccidere il più persone possibile. Un po' come è avvenuto negli Attentati di Parigi, unicamente il mezzo è cambiato. Ma ci si chiede da più parti (ad es. il tg-Sky) come abbia potuto un camionista agire così impunemente, senza controlli, nella zona del lungomare - Promenade des Anglais - dove il passaggio dei camion è vietato. Evidentemente, aggiungo da parte mia, c'è stata la solita collaborazione indiretta di quel laisser faire caratterizzante ormai quasi sempre questo genere d'attentati...
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Sangue-sul-14-luglio-camion-lanciato-sulla-folla-a-Nizza-almeno-73-morti-fc3b209e-df97-4a9d-a0f6-8964ffe49c8b.html?refresh_ce
A meno che si tratti del gesto d'uno squilibrato, ma poi l'attentato è stato rivendicato dall'Isil. E se anche si sia trattato come pare d'un "cane sciolto senza collare", tanto per citare Bernanos, è evidente che la matrice Isil può egualmente essergli appioppata, dato che tale organizzazione aveva spinto la gente di ceppo arabico (volgarmente i "musulmani") a compiere gesti del genere con qualsiasi mezzo. Fosse stata pure l'auto. Quindi una persona con dei problemi d'integrazione culturale in una comunità quale quella italo-francese del Nizzardo, anche se in possesso d'un posto di lavoro ma con questioni familiari di varia natura irrisolte, può benissimo aver compiuto un gesto criminale simile. Che non è dissimile, in fondo, da quello del pilota tedesco per certi versi. In più, tuttavia, c'è il fatto che non si è avuto a che fare con un disturbato mentale, bensì con una persona a disagio sociale. Molto significativo in tal senso è la testimonianza mostrata a Sky d'un signore del luogo, d'origine italiana, che asserisce di aver visto il camion bianco fermarsi al semaforo rosso e poi proseguire normalmente il suo traagitto, pur destando il sospetto che qualcosa vi fosse di strano, essendo il lungomare quel giorno riservato ai soli pedoni. Dunque, il soggetto, era in pieno possesso delle sue facoltà mentali. Almeno, sul piano del comportamento esteriore; poi, è evidente che per compiere quel gesto criminale di lì a poco era interiormente del tutto alterato.
Un marocchino italiano, ho ascoltato colle mie orecchie, al riguardo ha dichiarato: "L'Islam adesso è forte...." Così interpretano irrealisticamente certi sprovveduti gli avvenimenti di questo tipo: 84 morti, un centinaio di feriti, parecchie persone (fra le quali donne e bambini) ancora sotto shock per il loro brutale coinvolgimento in un omicidio di massa irragionevole. Di nuovo vorrei citare un'altra intervista ascoltta a Sky, questa volta di un imam. Molto intelligentemente l'uomo rilevava che il radicalismo è presente in tutte le religioni, ma in questo momento particolarmente nell'Islam. Perciò è opportuno che i teologi islamici (in mancanza d'una chiesa che unifichi i credenti, N.d.A.) forniscano nuove direttive ai muslim che li aiuti ad integrarsi nei paesi nei quali vivono. Non è più possibile vivere in Francia, o altrove in Europa, con una mentalità islamica di tipo afghano, arabo ecc. Il tentativo d'integrazione insomma deve avvenire quindi non solamente passivamente da parte del paese ospitante, ma anche attivamente da parte della comunità musulmana. Con buona pace del Dalai Lama, che ha criticato il Papa per il Suo intervento a favore dei profughi, preconizzando un'Europa islamizzata. Ma che facesse i fatti suoi! Forse non ricorda che i tibetani sono stati accolti in India, paese abitato da milioni di musulmani?
Ivan Hud
P.S.-1 Riguardo il preteso squilibrato della Germanwings è venuta fuori, a distanza, la verità; cioè che non c'era stato alcun squilibrato a volare, ma semplicemente era andato nella cabina di guida del velivolo fumo di condensazione dovuto alle scie chimiche e che due Mirage erano stati costretti perciò ad abbatterlo, come da prassi dopo aver visto probabilmente che la cabina di comando non rispondeva ai contatti. Evidente quindi che la ricostruzione postuma ufficiale è falsa, creata giusto per non svelare al grande pubblico che il dramma delle scie chimiche è effettivo e che la gente presente sull'aereo della Lufthansa è stata sacrificata – se ne deve dedurre da tutto ciò – per il <bene comune>. Vedi link finale di quest'articolo:
P.S.-2 Circa il camion di Nizza, è stato scoperto che il camion in realtà non c'era, ma si trattava di computer graphica, come per le Torri Gemelle di N.York. Ecco il link apposito:

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