martedì 21 giugno 2016

777, dalla Malesia con terrore (P.III)






      C’è un collegamento fra l’aereo scomparso misteriosamente l’8 marzo scorso e diretto a Pechino (Volo MH-370) e quello abbattuto in Ucraina il 17 luglio (Volo MH-17)?  Proviamo a formulare alcune congetture.  Intanto, in data 31-07, una truppa di esperti forensi olandesi ed australiani ha raggiunto il luogo del disastro e sta esaminando insieme ai rappresentanti dell’O.C.S.E. i rottami del velivolo.


     
L’aereo abbattuto


      Turbeville indica molto bene 6 punti dai quali non si può svicolare e che proverebbero le responsabilità ucraine del Governo di Kiev nell’abbattimento, casuale o voluto non è ancora dato di sapere con certezza: a)  i separatisti ucraini non hanno a disposizione i missili BUK, capaci d’arrivare a 10.000 m d’altitudine, quella dell’aereo abbattuto; b)  questi missili sono invece a disposizione dei filo-governativi, che oltretutto hanno anche i mezzi di trasporto necessari a differenza dei separatisti; c)  l’agenzia di stampa russa Itar-Tass ha rievato lo spostamento dell’apparato missilistico in questione nella regione mineraria di Donetsk il giorno prima del disastro (17 luglio): http://en.itar-tass.com/world/741173; d)  la F.AA. aveva vietato il volo sopra la zona di conflitto, perché dunque l’aereo malese si trovava a sorvolare la zona deviando dalla normale rotta? sembra proprio che ce lo abbiano mandato apposta; e)  tutta una serie di dati (i filo-governativi stavano perdendo terreno sul campo, pochi giorni prima i separatisti avendo abbattuto un jet da combattimento avversario, i media occidentali avevano scritto che la Russia intendeva colpire un obiettivo ucraino per difendere i suoi interessi, l’America aveva unilateralmente stabilito altre sanzioni contro la Russia) mostra che esisteva un piano d’intervento volto a far precipitare gli eventi, onde permettere alla Nato di scivolare entro la guerra dall’esterno usando la scusa dei separatisti per opporsi alla Russia, come già era accaduto in decenni precedenti ai tempi dell’Urss coll’Afghanistan; f) non vi è dubbio che questo Volo 17 sia connesso al Volo 370, l’uno abbattutto e l’altro scomparso dai radar per sempre.  Li accomuna, d’altronde, il fatto che una ventina di statunitensi fosse a bordo in entrambi i voli.  Per qual motivo?

      RT, subito dopo l’attentato ha citato una fonte dell’aeronautica russa, la quale faceva sapere che il velivolo malese proveniente dall’Olanda s’era incrociato con l’aereo russo che trasportava Putin di ritorno dal Brasile (dove aveva assistito alla Finale fra Germania ed Argentina) nei pressi di Varsavia.  Si può supporre, naturalmente (la congettura è mia, ma è sottinteso), che quindi il vero obiettivo potrebbe essere stato quello di far scoppiare il Volo 17 proprio durante l’incrocio dei due aeromobili.  Supposizione, ovviamente, a meno che si trattasse solo d’un avvertimento in stile N.W.O.  In tal caso l’aereo malese scomparso potrebbe esser stato solamente un banco di prova e gli statunitensi su  entrambi i velivoli dei terroristi pagati.   Solo ipotesi, è ovvio.

      L’art. di Oriental Review, postato su Voltaire.net, è l’unico articolo a scrivere amaramente che questo è il primo grande frutto negativo della guerra in Ucraina cominciata 3 mesi fa.  Già!  Pur limitandosi a constatare che l’aereo è caduto presso il villaggio di Grabovo, nella regione di Donetsk, c’informa che l’aereo partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur viaggiava al 350° livello di volo e che le autorità ucraine avevano invitato a non utilizzare livelli di volo più bassi del 302° (9.600 m) a causa di quelle che chiamavano operazioni anti-terroristiche da loro dirette.  La zona di abbattimento costituisce l’epicentro della battaglia fra filo-governativi e ribelli della Novorossia, opponentisi al golpe di febbraio a Kiev.  Una fonte bene informata, monitorante le attività svolgentisi  in Crimea, aveva individuato la presenza d’una batteria di missili Buk presso Donetsk e un’altra a Kharkiv.  La milizia ucraina non disponeva di tale apparato, come aveva ammesso persino il Min. della Difesa ucraino Galetey 2 giorni prima della tragedia.  L’esperto militare russo Korotchenko accusa il governo ucraino d’incompetenza militare e spiega in tal modo l’accaduto, aggiungendo che gli ucraini non hanno un traino adeguato per i missili da 23 anni a questa parte (il momento del crollo dell’impero sovietico).  La non-professionalità di tale esercito, a suo giudizio, è provata dal fatto che durante un’esercitazione militare nel 2001 fu colpito un aviogetto della Russian Siberia Airline (Volo 1.812) che volava al di sopra del Mar Nero sulla rotta Tel Aviv-Novosibirsk con a bordo 66 persone, più 12 di equipaggio  Tutti morti.  L’incidente avvenuto in Crimea sarebbe quindi dovuto alla negligenza dell’esercito ucraino, a meno che l’abbiano fatto apposta per gettare discredito sulla Russia.

      Un importantissimo art. non menzionato nella P.I è quello di Nexus, ‘Abbarttimento del volo MH-17: la saga continua’


      La tesi è che si tratti di un false flag, cioè un falso obiettivo a scopo di distrarre da qualche altro avvenimento.  Insomma, rottami e cadaveri paiono esser stati trasportati sul posto.  I resti dell’aereo non corrispondono a quelli del presunto Volo 17.  Se in un primo momento l’interpretazione più ovvia pareva quella di un mezzo per gettare benzina sul fuoco della battaglia in corso fra ucraini filogovernativi e ribelli, in modo da scatenare una più ampia guerra colla Russia, ora alla luce dei dettagli si fa strada un’altra ipotesi.  Non si trattrebbe che d’una macchinazione.  Gli osservatori giunti sul posto del presunto abbattimento avevano osservato fin dal primo momento che i cadaveri erano in avanzato stato di decomposizione, tanto da emanare puzze micidiali.  Inoltre le turbine trovate fra i rottami appartengono ad un aereo di dimensione assai inferiori (sono un terzo delle vere) rispetto al boeing supposto 777-200.  L’unico rottame del suddetto aviogetto sarebbe un pezzo della carlinga (la zona alloggiante il motore, l’equipaggio e il carico), sennonché dalle testimonianze dirette si evincerebbe la non-appartenenza al  velivolo del Volo 17, ma piuttosto a quello scomparso misteriosamente del Volo 370.  Ciò si deduce da un finestrino oscurato accanto alla bandiera americana, presente nell’aereo del Volo 370 e non in quello del Volo 17.  Dal che si può ipotizzare che l’aereo del Volo 17 non sia mai decollato od, immaginiamo noi da inesperti d’aviazione, abbia seguito tutt’altra rotta. In ogni caso i motori a terra non sono quelli del 777-200, cosa che esclude l’abbattimento.  Non poteva esser decollato da Amsterdam, tant’è che il suo volo risultava cancellato.  Sono stati rimossi dal Flightradar, il monitor di tutti i voli, i dati precedenti del Volo 17 onde non si potesse constatare che l’aviogetto se fosse passato dalla Crimea sarebbe stato fuori rotta di ben 200 km.  I cadaveri sono, probabilmente, quelli del Volo 370.  L’articolo riporta fra le altre notizie il fatto che un  terzo 777-200 trovasi all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, pronto per eventali necessità.  Al contrario di quanto si afferma nei tg, oltre 100 corpi non sono stati ritrovati, inoltre molti passaporti risultano scaduti.  L’ipotesi di Nexus, perciò, è che la macchinazione sia servita per distrarre l’opinione pubblica dal disastroso attacco israeliano di Gaza, nel quale sono stati trucidati molti palestinesi.              
                                                                                 
                                                                                       IVAN HUD

P.S.-  Art. pubblicato su 'Blogs.it' il 31-07-14. 

Link (per la Parte IV)http://ivanhud.blogspot.it/2016/06/777-dalla-malesia-con-terrore-piv.html

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